Manuele I del Portogallo

Manuele di Aviz, detto l’Avventuroso o il Fortunato, in portoghese D. Manuel I O Venturoso, O Bem-Aventurado o O Afortunado (Alcochete, 31 maggio 1469 – Lisbona, 13 dicembre 1521), duca di Beja e di Viseu, fu il quattordicesimo re del Portogallo e dell’Algarve.

Manuele era figlio ottavogenito del duca di Beja e Viseu, Ferdinando d’Aviz e della di lui moglie Beatrice d’Aviz.
Manuele era inoltre fratello cadetto di Diego I di Viseu, suo predecessore come duca di Beja e Viseu e di Eleonora di Viseu, futura regina consorte del Portogallo.

Nel 1460 suo padre Ferdinando, alla morte dello zio Enrico il Navigatore, che l’aveva adottato, aveva ereditato il titolo e le rendite del ducato di Viseu.

Alla morte del padre, nel 1470, il fratello, Giovanni di Viseu (1448-1472) gli succedette nel titolo e nelle rendite del ducato di Viseu, e poi nel 1472, alla morte di Giovanni gli successe l’altro fratello Diego I di Viseu (1452-1484).

Il 22 gennaio 1471, sua sorella, Eleonora, a Setúbal, sposò il cugino primo, l’erede al trono del Portogallo Giovanni.

Nel 1481, alla morte del suocero, Alfonso V, la sorella, Eleonora, divenne regina consorte del Portogallo come moglie di Giovanni II.

Nel 1483, durante il processo contro il duca di Braganza, Ferdinando II, oltre all’accusa di tradimento a carico del duca e di suo fratello il marchese di Montemor-o-Novo, fu provato anche il coinvolgimento nel complotto del fratello di Manuele, Diego I di Viseu, che dal re Giovanni fu perdonato, mentre il duca di Braganza fu condannato a morte e giustiziato ad Évora il 30 maggio dello stesso anno e tutti i suoi beni vennero confiscati dalla corona.
L’anno dopo, però suo fratello, Diego I, 4º duca di Viseu, divenuto, dopo la morte di Ferdinando II di Braganza, il più influente nobile del regno, nel 1484, non condividendo la politica accentratrice del cugino, il re, Giovanni II del Portogallo, organizzò una congiura per uccidere Giovanni e l’erede al trono, il figlio di Giovanni e di sua sorella Eleonora, Alfonso del Portogallo; ma, essendo stato scoperto il suo piano, il cugino Giovanni lo uccise con le sue mani, mentre altri complici venivano o imprigionati o uccisi (tra questi il vescovo di Évora e molto probabilmente il marchese di Montemor-o-Novo, Giovanni).
Manuele ereditò i ducati di Beja e di Viseu.

Nel 1491, suo nipote, Alfonso, l’erede al trono del Portogallo, a 16 anni, morì a causa di una caduta da cavallo il 13 luglio, mentre cavalcava lungo il Tago, lasciando una vedova, Isabella di Trastámara.

Il re Giovanni II aveva avuto un figlio da Anna de Mendonça, una delle dame di compagnia della sua matrigna, Giovanna, la Beltraneja: Giorgio di Lencastre (1481-1550).
Giovanni II cercò di legittimare il figlio per poter avere un successore, ma la sorella di Manuele, la regina Eleonora si oppose molto tenacemente ed obbligò il marito ad una soluzione di compromesso: l’erede al trono sarebbe stato il fratello minore di Eleonora, Emanuele, che avrebbe sposato la vedova del loro figlio Alfonso, Isabella, che nel frattempo era rientrata in Castiglia.

Manuele avrebbe voluto sposare subito Isabella, che però, traumatizzata dagli avvenimenti, aveva intenzione di ritirarsi in convento, e rifiutava il matrimonio.

Manuele divenne re il 25 ottobre 1495 dopo la morte del cugino Giovanni II.

Nel 1496, Manuele, riuscì a vincere la ritrosia della principessa Isabella, che in cambio chiese che tutti gli Ebrei fossero espulsi dal Portogallo.
Manuele, che rispettava gli ebrei, per le loro capacità, prese tempo, ma alla fine accettò. Quindi, nel 1497, furono fissate le nozze con la principessa Isabella di Trastámara, figlia di Ferdinando II, re di Aragona, e della regina di Castiglia, Isabella I, nonché sorella dell’erede al trono dei regni di Aragona e Castiglia, il principe della Asturie, Giovanni e di Giovanna, la futura regina di Castiglia, che passò alla storia come Giovanna la Pazza.

Comunque Isabella era la seconda nella linea di successione ai troni di Castiglia e Aragona e se il principe delle Asturie, che era gracilino, non fosse arrivato all’età adulta i tre regni si sarebbero riuniti sotto la guida portoghese. Le nozze furono celebrate il 30 settembre del 1497, a Valencia de Alcántara, un paesino al confine tra la Castiglia e il Portogallo.

Il 6 ottobre dello stesso anno, morì il principe delle Asturie, Giovanni e Isabella divenne l’erede al trono dei regni di Castiglia e di Aragona.

Il 23 ottobre del 1498, Isabella diede alla luce l’erede al trono dei regni di Portogallo, Castiglia e Aragona, Michele, ma lei un’ora dopo morì.
Nel luglio del 1500, Manuele perse anche il figlio Michele.

Manuele, continuando la politica del suo predecessore, il cugino e cognato, Giovanni II, privilegiò la politica di espansione verso l’India e realizzò il viaggio di Vasco da Gama che Giovanni II aveva progettato e programmato.

Durante il suo regno, Vasco da Gama arrivò in India (1498), Pedro Álvares Cabral scoprì il Brasile (1500), Francisco de Almeida fu il primo vice-re dell’India (1505) e l’ammiraglio, Alfonso de Albuquerque assicurò il controllo delle rotte commerciali dell’Oceano Indiano e Golfo Persico e conquistò al Portogallo luoghi importanti come la Malacca, Goa e Ormuz.
Durante il suo regno, furono altresì organizzati viaggi verso occidente, che portarono alla scoperta della Groenlandia e di Terranova.
Rifiutò invece la proposta di Magellano, il navigatore portoghese che lo pregò di finanziare il suo grandioso quanto temerario progetto di circumnavigazione del mondo, giungendo alle isole delle spezie navigando verso ovest. Questo rifiuto cedette alla Spagna la futura colonizzazione delle Filippine.
Manuele allacciò relazioni diplomatiche con la Cina e con la Persia, infine continuò la penetrazione portoghese in Marocco, arrivando a conquistare, Safim, Azamor e Agadir.

Il 24 agosto 1500 a Granada vennero celebrate, per procura, le seconde nozze di Manuele con la sorella della prima moglie, Isabella, la principessa Maria, figlia di Ferdinando II, re di Aragona, e della regina di Castiglia, Isabella I, nonché sorella dell’erede al trono dei regni di Aragona e Castiglia, Giovanna, la futura regina di Castiglia, che passò alla storia come Giovanna la Pazza. Il giorno seguente, accompagnata dal vescovo di Siviglia e da altri grandi di Spagna, Maria si mise in viaggio per Lisbona, dove il 30 ottobre furono celebrate le nozze.

In politica interna continuò con la politica iniziata da Giovanni II di rafforzare il potere centrale a scapito delle grandi famiglie nobili, però con meno rudezza. Migliorò inoltre il sistema tributario.

Per poter concludere il contratto di matrimonio con Isabella di Trastámara nel 1496, Manuele prese l’impegno nei confronti dei Re Cattolici, di cacciare gli Ebrei dal Portogallo, lasciando comunque loro, in alternativa, la possibilità di convertirsi al cristianesimo. Molti Ebrei si fecero battezzare e Manuele garantì loro la protezione, ma nulla poté nel 1506, quando una folla inferocita infierì contro gli ebrei convertiti, provocando la morte violenta di circa 4000 di loro, in quello che passò alla storia come massacro di Lisbona. Manuele fece giustiziare gli istigatori che avevano guidato il massacro.

Con i proventi delle conquiste fece costruire diversi luoghi di culto, come chiese e monasteri, e diede sviluppo allo stile manuelino, di cui due esempi significativi furono il Monastero dos Jerónimos e la Torre di Belém.
Papa Giulio II lo insignì della Rosa d’oro, onorificenza conferita ai sovrani che si distinguevano nella difesa e nella promozione della religione cattolica, mentre Manuele inviò al papa pietre preziose ed animali rari, in special modo al papa Leone X.

Rimasto vedovo, nel 1517, nel 1518 Manuele sposò in terze nozze Eleonora d’Asburgo, figlia di Filippo il Bello e di Giovanna la Pazza, quindi nipote delle sue prime due mogli.
Manuele morì a Lisbona il 13 dicembre del 1521 e fu inumato nel Monastero dos Jerónimos che aveva fatto costruire.

Manuele ebbe numerosi figli:

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